Comincia tutto nei giorni dei primi tepori di marzo, quando Giorgio e Benji dopo una giornata falesistica in Besume si ritrovano come di consueto al bar davanti alla tanto agognata birretta. Lì, con la mente libera, riaffiora quel desiderio di andare a Céüse.
Detto fatto! Calendario alla mano e subito appare la data ideale: ponte del 2 giugno, quattro giorni liberi con meteo che solitamente in quel periodo si stabilizza.
Aggiudicato, andiamo!
Partiamo subito con l’arruolare l’allegra combriccola. Un messaggio sul gruppo ‘SALOTTO’ del Valsabbia Climbing e vari inviti provenienti da incontri in palestra e in falesia.
Il venerdì della partenza siamo in 7+1: Giorgio, Benji, Jimmy, Jhonny, Camilla, Isa, il giovanissimo Lory e Kira ( la nostra mascotte e infallibile rilevatore di zecche)
Un camper, un van e si parte!!!
Cenetta on the road con un paio di pizze, pane e salame, qualche birretta ed ecco che prima di mezzanotte siamo al passo del Monginevro, appena oltre il confine con la Francia, località designata per spezzare il viaggio.
La mattina seguente, forse con troppa tranquillità, facciamo colazione e si riparte. Tappettina a recuperare birrette e baguette ( l’ essenziale insomma!) e dopo un paio d’ore all’orizzonte, come un miraggio, appare Céüse.
Giunti al parcheggio ci accorgiamo che non era il vero punto di arrivo, ma ci mancava ancora un’ora con 500mt di dislivello a piedi per arrivare alla base della falesia. Belli sudati ed accaldati usciamo dalla vegetazione e come in un sogno ci appare questa marea di calcare grigio striato e compatto.
Forse è così che un bambino si immaginerebbe una parete d’arrampicata, così, semplicemente perfetta.
Scegliamo il nostro angolino…chi con un approccio didattico, cerca il tiro di scaldo, chi con approccio da vero conquistatore punta subito il moschettone abbandonato in parete non curandosi minimamente della difficoltà del tiro; Nessun problema: l’obbiettivo era già fomentare subdolamente l’ingenuo e fiducioso Lory ad affrontare la salita. È stata un’ottima scuola per imparare a riportare le coppie a casa, con bastone e numeri circensi di svariato tipo . Questo primo approccio ci apre subito gli occhi sul fatto che questa falesia ci renderà la vita difficile.
Primo giorno…in falesia abbiamo fatto del nostro meglio! Abbandoniamo il materiale in una nicchia e un po' sconsolati torniamo al campo base. Cenetta e programmi vari per affinare la logistica del giorno successivo.
L’indomani si riparte con gli zaini più leggeri e un sentiero più comodo. Gli animi si riaccendo, pranzetto in falesia, cambiamo settore, ricalibriamo il tiro e su gradi più facili finalmente riusciamo a sbloccarci cominciando a scalare dignitosamente. Guadagnando fiducia puntiamo linee che hanno fatto la storia dell’ arrampicata.
Il settore Demi Lune
Ad un certo punto sugli strapiombi di biographie vediamo un fotografo che risale una corda fissa e subito Camilla, Isa e Lory vanno a dare un’occhiata. Tornano e ci comunicano che c’era proprio Lei. Janja Garnbret. Stava provando Bibliographie (9b+). Così tutti incuriositi andiamo ad osservare. Occasione che incuriosisce Lory che riesce a strappare una foto ricordo con la campionessa.
Purtroppo questa bellissima avventura sta già volgendo al termine con le orecchie un po’ più basse di quando siamo partiti e una visione diversa dell’ arrampicata. Cominciamo così ad organizzarci per tornare alla nostra vita di tutti i giorni, tutti più uniti e anche un filo malinconici. Ma siamo già speranzosi di trovarci allo stesso tavolo, davanti alla stessa falesia, nel prossimo viaggio insieme.
C'è da dire questo, che a Céüse trovi te stesso e anche di più!
Bastone Guida