Allenamento in falesia

Qualche consiglio utile per arrampicare bene e migliorare

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Si sta per aprire la Stagione della Falesia per eccellenza, quella da tutti noi preferita per l’arrampicata outdoor. Certo, molti di noi non smettono mai di scalare e, in inverno, migrano verso le pareti del Pilastro e del monte Besume. Molti altri, però, abbandonano le scarpette per lo sci o, ahimé, per il divano.

Non è forse adesso che il climber valsabbino fa i suoi buoni propositi, conditi con qualche corsa serale e la ripromessa di allenarsi almeno due volte a settimana? Ecco, partendo dal presupposto che ognuno di noi ha una fisiologia, un’esperienza e un’ambizione diversa, vi consiglio di andare a pescare qualche informazione preziosa da fonti davvero, ma davvero esperte:

Per prima cosa, è importante sapere se si è in forma o meno. Purtroppo l’arrampicata sportiva, a differenza di altri sport, non si pratica per dimagrire, ma è utile avere già un peso-forma ottimale e questo implica pesare poco, ma a sufficienza perché il nostro corpo possieda l’energia che gli richiediamo. Insomma, a meno che non si sia proprio esagerato con le pizze fatte in casa, c'è poco da fare. C'è invece molto da lavorare sul nostro allenamento su roccia.

Allenarsi in falesia…

Vuol dire scalare un certo numero di tiri, il massimo possibile secondo il tempo a disposizione, del grado più difficile per il nostro livello, non il più difficile in assoluto, perché non si dovrebbe rimanere bloccati sui passaggi. L’idea sarebbe quella di dare continuità al movimento, per questo motivo sarebbe utile anche ripetere il tiro fatto “a vista” una o due volte. In questo modo si acquisisce dinamicità e sicurezza.

Attenzione anche alle falesie che si scelgono per l’allenamento: se intendo provare i passaggi, cadere, riprovare e ricadere ho bisogno di tiri verticali, diventa complicato (e pericoloso) allenarsi anche alla caduta, se sotto di me ho un terrazzo o una cengia. Fondamentale è anche trovare il giusto compagno di arrampicata, che prediliga il gesto “pulito” alla catena, che aspiri al miglioramento nell’arrampicata quanto noi e che ci lasci la corda dinamica, ma non lasca. Ultimo, ma non per importanza, effettuare il partner-check e controllare sempre il gri-gri.

 

“La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare” cit.

La paura di cadere è un istinto naturale, serve allenamento affinché non ci proibisca di arrampicare e di migliorare e, per fare questo, sappiamo già che è necessario, prima di tutto, andare in falesia quanto più possibile. In teoria, quasi tutti sappiamo che superare questa paura porta al salto di qualità, si impara a lavorare di piedi e ci si permette un movimento più atletico. Più facile a dirsi che a farsi, siamo in tanti a pascolare per le pareti a caccia di appigli per le mani, e se non sappiamo cosa ci aspetta, eccoci lì, fermi, in contemplazione!
Non è assolutamente facile lavorare sul nostro bisogno di controllo, ma è proprio questo atteggiamento che ci fa bloccare, molto spesso arrampichiamo su tiri al di sotto della nostra preparazione fisica, proprio perché non riusciamo ad abbandonarci al movimento senza sapere cosa troveremo una volta affrontato il passaggio.

Ecco esercizio utilissimo, consigliato direttamente da Alessandro Jolly Lamberti (sì, quello di “Jollypower”):

Esercitarsi su una via sicura, in alto, quasi sotto la catena, con un passaggio obbligato al di sopra della protezione. Cercare di superare il punto di non ritorno, provare a fare il passaggio, che però è troppo duro, quindi volare. Volare, volare, volare ma volare perché ci si è spinti fino al limite, e non perché abbiamo deciso noi di lasciarci.

L’obiettivo di un buon allenamento è, quindi, cercare di essere il più dinamici possibile, non fermarsi, piuttosto tentare i passaggi e cadere (non trovare scuse per non farlo). Vietato incolpare agenti esterni, compreso il proprio compagno di arrampicata.

Questo è solo un sommario di tutto quello che c é da sapere su un buon allenamento in arrampicata sportiva, per saperne di più potete leggere gli articoli di Jolly Lamberti su Climbook e consultare il sito Jolly Power .